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Si possono fare recensioni teatrali senza essere esperti? Il consiglio degli addetti ai lavori

Federico Campanellidi Federico Campanelli· 23/08/2026 08:58
Si possono fare recensioni teatrali senza essere esperti? Il consiglio degli addetti ai lavori

Scrivere una recensione teatrale senza aver frequentato l'Accademia di Arte Drammatica è possibile? Questa domanda ricorre spesso tra chi ama il teatro ma dubita delle proprie competenze. La risposta è più semplice di quanto sembri: sì, si può fare, ma con consapevolezza e metodo. Ho raccolto i consigli di registi, critici e attori che operano nel panorama teatrale emergente italiano, per capire cosa serve davvero per raccontare uno spettacolo in modo credibile e utile al lettore.

Cosa rende credibile una recensione teatrale se non si ha una formazione specifica?

Una recensione credibile nasce dalla capacità di osservare e descrivere quello che accade sulla scena, non dalla carta di credenziali sulla parete. Un critico non deve sapere come si costruisce una scenografia per spiegare se funziona narrativamente; deve però saper comunicare ciò che ha provato e perché. Gli addetti ai lavori concordano: l'onestà intellettuale è il primo requisito. Se non conosci un termine tecnico, non fingere di saperlo. Se una scena ti ha confuso, scrivi che ti ha confuso e prova a capire il perché. I lettori riconoscono l'autenticità e la apprezzano più di una pseudo-autorità costruita su fondamenta fragili.

Quali competenze minimali servono per iniziare a scrivere di teatro?

Non serve una laurea in Lettere o un diploma conservatoriale per cominciare. Quello che serve è curiosità, disponibilità ad imparare e una buona dose di umiltà. In primo luogo, devi sviluppare l'ascolto: non solo quello fisico del dialogo e della musica, ma quello emotivo della storia che lo spettacolo racconta. Secondariamente, serve conoscere le basi della Drammaturgia per comprendere la struttura di un'opera teatrale e come gli elementi si combinano. Infine, è fondamentale aver visto abbastanza spettacoli da sviluppare un occhio comparativo: conoscerai i cliché, i codici ricorrenti, le innovazioni. Comincio sempre i giovani aspiranti critici chiedendo loro di vedere tre spettacoli completamente diversi prima di scrivere il primo articolo.

Come si scrive una recensione che interessa sia ai lettori casuali sia ai professionisti?

La chiave sta nella stratificazione delle informazioni. I primi paragrafi devono catturare il lettore generico: descrivi l'atmosfera generale, il tema, perché potrebbe interessargli. Usa un linguaggio accessibile. Poi, progressivamente, puoi approfondire gli aspetti più tecnici destinati a chi conosce il mezzo. Racconta la trama senza svelarla completamente. Descrivi l'esperienza sensoriale: come era la sala, il suono dei passi sul palcoscenico, il colore delle luci. Parla dei performer non in termini accademici, ma umani: come hanno mosso il corpo, quale energia hanno trasmesso. Una buona recensione funziona come una mappa che guida il lettore nel labirinto dello spettacolo, permettendogli di decidere se entrare o meno.

Quali errori fare evitare quando non si è critici professionisti?

Il primo errore è confondere l'opinione personale con l'analisi obiettiva. Se non ti è piaciuto uno spettacolo, non significa che sia brutto; significa che non ha funzionato per te. Spiega il perché. Il secondo errore è giudicare la trama anziché l'interpretazione: uno spettacolo con una storia banale può essere magistrale nella resa, e viceversa. Terzo: usare la recensione come sfogo emotivo. La tua rabbia, il tuo amore appassionato verso l'opera potrebbero offuscare il giudizio. Quarto: non fare ricerca. Se una scena rimanda a un'opera classica o a un evento contemporaneo, devi saperlo, altrimenti il lettore colto ti smaschera. Quinto: dimenticare il contesto. Un teatro sperimentale in una piazza pubblica non va giudicato con gli stessi criteri di una grande istituzione.

Come formarsi rapidamente se vuoi iniziare a scrivere di spettacoli?

Leggi recensioni scritte dai grandi critici teatrali italiani e stranieri. Non per copiarli, ma per capire come affrontano un'opera. Guarda documentari sul processo creativo dietro uno spettacolo. Frequenta spettacoli di generi completamente diversi: prosa, danza, teatro sperimentale, commedie, tragedie. Parla con attori e registi dopo gli show: le loro riflessioni ti insegneranno cosa guardare. Scrivi più spesso possibile: ogni articolo ti insegnerà cose sulla scrittura precedente. Fatti correggere da qualcuno di più esperto. E ricorda che anche i più grandi critici hanno iniziato da zero, imparando sul campo. Gli addetti ai lavori non temono i nuovi critici appassionati; temono i ciarlatani che scrivono senza aver mai acceso il cervello.

Vale la pena scrivere di teatro piccolo e sperimentale o conviene aspettare di avere più esperienza?

Inizia dal piccolo teatro, non aspettare. I giovani artisti che producono spettacoli emergenti apprezzano qualunque attenzione critica seria. Non hai fretta di arrivare ai grandi palcoscenici: quelli verranno da soli se svilupperai uno sguardo autentico e riconoscibile. Nel teatro indipendente troverai la massima libertà per sperimentare il tuo stile di critico. Nessuno ti dirà che devi scrivere in un certo modo. Inoltre, imparerai moltissimo proprio per quella vicinanza ai creatori, quella possibilità di dialogo diretto che il sistema teatrale istituzionale non sempre offre.

Domande rapide da addetti ai lavori

Devo dichiarare se conosco personalmente l'artista? Assolutamente sì, è questione di trasparenza.

Posso usare spoiler nella recensione? No, mai nella parte iniziale; usali dopo un forte avvertimento.

Quanto tempo devo aspettare prima di scrivere dopo aver visto lo spettacolo? Almeno qualche ora, per metabolizzare l'emozione immediata.

È giusto dare voti numerici agli spettacoli? Dipende dalla piattaforma; se lo fai, spiega sempre il voto con parole.

Come mi comporto se lo spettacolo è davvero brutto? Scrivi la verità con eleganza, non con crudeltà; il pubblico capisce la differenza.

Federico Campanelli
Federico Campanelli

Federico ha studiato recitazione e si divide tra piccoli ruoli nelle serie web e la passione per i festival teatrali cittadini. Scrive di spettacoli emergenti e racconta le sfide dei giovani artisti, spesso riportando esperienze e domande raccolte dai suoi stessi colleghi.